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I luoghi di origine dei fantini: Nord e Sud Italia


I luoghi di origine dei fantini: Nord e Sud Italia

27/02/2020

Proseguiamo il viaggio in compagnia di Roberto Filiani.

Il nostro viaggio tra i luoghi di provenienza dei fantini prosegue, dopo aver analizzato Campania e Sicilia, con le restanti regioni del Sud e con il Nord Italia.
Sono solo tre i fantini di origini meridionali ad aver calcato il tufo, tutti con una militanza breve e poco esaltante.
Partiamo dal calabrese Vincenzo Coluccio detto “Nuvola” che corse i due Palii del 1983 nell’Onda, l’allievo di Canapino a luglio ebbe l’occasione di montare la promettente e molto quotata Borela V, la cui assegnazione fu salutata da un’ovazione degli ondaioli, alternandosi nelle prove con un Marasma ormai sul viale del tramonto.
Nel Palio, rinviato al 3 luglio per sopraggiunta oscurità dopo una mossa estenuante, Nuvola capitò di rincorsa e fu, probabilmente, l’anello mancante nella strategia che doveva portare il Bruco, con Il Pesse su Ascaro, alla sospirata vittoria.
Il giorno dopo Nuvola fu comunque autore di una partenza bruciante ma a San Martino girò larghissimo ed il Palio finì lì.
Ad agosto Nuvola partì dall’Aquila su Brandano ma fu sostituito da Cianchino e trovò posto nell’Onda, su Paperino, scalzando nuovamente Marasma, nel Palio una buona partenza e nulla più.
Nel luglio 1989 l’Aquila, fresca di vittoria ed orfana dello squalificato Bucefalo, fece debuttare, su Le Spine, un altro calabrese Renato Gigliotti detto “Davide” che in seguito correrà solo alcune prove diventando poi uno stimato allenatore e proprietario di cavalli.
Sempre l’Aquila, per i due Palii del 2008, diede fiducia a Paride de Mauro detto “Tiburzi”, originario della provincia di Taranto, il quale disputò una buona carriera a luglio su Giordhan mentre cadde al secondo San Martino da Ilon in agosto.
Pur mettendosi sempre in evidenza nelle successive batteria della tratta Tiburzi scelse altre strade nel mondo dei cavalli con esperienze anche oltre Oceano.
Da Sud passiamo a Nord ed il salto all’indietro ci porta al primo giugno 1862 quando nella Lupa doveva correre tale Giuseppe Vincentini, originario di Pavia e militare del V Battaglione Ussari, in realtà il debutto dell’Ussaro non avvenne mai in quanto il suo cavallo cadde al canape infortunandosi irrimediabilmente.
Un’altra meteora fu il lombardo Ennio Corigoli detto “Strigolo” che, pescato dall’Ippodromo di San Siro, corse lo straordinario del settembre 1954 nell’Oca su Saturnia sostituendo, alla terza prova, il più conosciuto Renzo Mellini detto “Lampino”.
In base ai nostri dati il successivo fantino proveniente dal Nord Italia fu Silvano Bietolini detto “Ragno”, nativo di Torino ma in realtà romano purosangue, che nella sua breve ma intensa esperienza in piazza vinse il combattuto Palio del 2 luglio 1975, nell’Istrice su Rimini, riscattando le tante botte prese dai torraioli nel dopo corsa del luglio 1974.
Dopo Ragno solo altre meteore, dalla carriera breve e senza allori.
A fare la parte del leone i faentini guidati da Mario Giacomoni detto “Il Faenza” che corse due Palii nella Chiocciola nel 1980, curioso l’aneddoto legato al Palio d’agosto del 1982 quando, chissà per quale ragione, nella telecronaca RAI il compianto Paolo Frajese assegnò la vittoria a lui e non a Bazzino.
Di Faenza anche Massimo Donatini detto “Stoppa, quattro Palii dal 1995 al 1997, fantino di contrada del Drago ed oggi apprezzato preparatore di cavalli da Palio; Claudio Bandini detto “Batticuore” che corse nel luglio 2004 nell’Onda su Didimo; Igor Argomenni detto “Smarrancio” che nell’agosto 2008 si trovò a sostituire Antonio Villella nella Selva a poche ore dalla carriera corsa su Giordhan.
Provenienti tutti da luoghi in cui si corrono alcuni paliotti gli altri fantini del Nord Italia.
Roberto Pedroncini detto “Pedro”, nativo di Mordano, corse i due Palii del 1981 nella Civetta, contrada a cui fu molto legato, su Ultor a luglio, venendo clamorosamente doppiato dal vittorioso Nicchio e su Kamasutra ad agosto.
Dall’ambiente di Legnano invece arrivò a Siena il fantino Silvio Etrea, restato negli annali semplicemente col nome di battesimo, che corse due volte: nel settembre 1986 per l’Istrice con Diavolo II e nel luglio successivo nella Pantera, sua contrada di riferimento, con Mariolina.
Due invece gli astigiani: Gianluca Scaglione detto “Mamassino” e Federico Arri detto “Ares”.
Mamassino, dopo aver sfiorato il debutto nella Pantera nel 1998, fu gettato nella mischia dall’Oca nel luglio 2000 sul potente purosangue Braccio di Ferro, partito di rincorsa con una progressione impressionante il debuttante di Fontebranda rimase in testa fino alla rovinosa caduta al secondo San Martino, senza infamia e senza lode le restanti tre presenze.
Terminiamo con l’altro astigiano Federico Arri detto “Ares”, tuttora in attività e sempre presente negli ultimi tre Palii corsi tutti per il Drago, un ragazzo promettente che soprattutto nel luglio 2019 su Remorex si è messo in ottima evidenza.
Solo per coerenza narrativa citiamo anche Walter Pusceddu detto “Bighino”, nato a Pegli in provincia di Genova, ma di lui ci occuperemo, ovviamente, nelle uscite dedicate ai fantini sardi.

 

Roberto Filiani

Foto: www.ilpalio.org

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