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Nel 2010 ha corso anche una Tratta a Siena.
La Voce del Palio inizia una serie di interviste ai fantini che montano fuori da Siena. Abbiamo iniziato con l'astigiano Donato Calvaccio, classe 1982. Ha alle spalle anche una Tratta a Siena.
I tuoi ingaggi quest'anno?
Farò la Provaccia a Legnano per San Magno: questo è l'unico ingaggio sicuro che ho per adesso. E' già il terzo anno che sono con loro, sono persone splendide.
Per quanto riguarda Asti?
Per ora non sono riuscito a trovare la monta, io qualche opportunità in passato ce l'ho avuta, magari non sono riuscito a sfruttarla al meglio però comunque sto lavorando per cercare un ingaggio anche quest'anno.
Le corse ad Asti quando inizieranno? Sappiamo che ci sono già alcuni appuntamenti fissati.
Inizieranno il 10 aprile con l'associazione di Michele Mazzeo (Associazione Over Rocchetta n.d.r), che organizza sempre un paio di riunioni di corse. Gli appuntamenti qua ad Asti con le corse a pelo saranno in tutto cinque: tre organizzate dal Collegio dei Rettori e due dall'associazione Over Rocchetta.
Sarai sempre presente a questi appuntamenti?
Sì, sarò presente a tutti e cinque gli appuntamenti in più domenica prossima sarò a Monteroni d'Arbia per provare la cavalla per Legnano.
La tua scuderia?
Ho i cavalli da un signore che tiene i cavalli da corsa. Ho affittato 4-5 box e ho 4 purosangue da allenamento. Io poi faccio anche un altro lavoro perché qui ad Asti solo con i cavalli non si può vivere e quindi mezza giornata faccio il fantino e l'altra metà il gommista. Mi alleno tutti i giorni 3-4 ore al giorno.
Tu hai anche un passato a Siena...
Sì, nel 2007 e nel 2008 sono stato in scuderia da Jonatan Bartoletti. Lui ad Asti era squalificato, avrebbe dovuto montare in Santa Caterina, quell'anno montai io e poi andai a lavorare da lui.
Il tuo esordio in Piazza del Campo?
E' stato in occasione delle Prove di Notte nel 2008 con Giuliana Saura, è stata un'emozione bellissima. Per uno che vuole fare questo “giochino” la Piazza è come la “Formula Uno”.
Nel 2010 hai corso anche la Tratta: raccontaci questa tua esperienza
Lì è stato bello perché è iniziato tutto con la Contrada San Domenico di Legnano. Stavo facendo la Provaccia a San Domenico che quell'anno montava Gianluca Fais. Lui all'epoca era fantino della Lupa e un mangino della Lupa aveva un cavallo, Lardò, e mi propose di montarlo. Feci le Prove di Notte e la Tratta. Io il cavallo lo conoscevo poco, Dino Pes con la sua grande esperienza mi disse come montarlo. Le Prove di Notte andarono bene, la Tratta fu discreta, ero in quarta posizione poi ho abbassato un po' l'attenzione, il cavallo ha chiuso prima la curva e al Casato sono caduto.
Dopo quella Tratta cosa è successo con Siena?
Io ho chiesto un po' in giro per sapere se potevo andare a montare da qualche parte però non ho avuto più nessuna opportunità. Io non sono una persona che insiste molto e sicuramente il fatto di essere di Asti non mi ha agevolato.
Sei d'accordo con chi sostiene che voi fantini astigiani avete un modo di montare a cavallo “vostro” che si differenzia da quello di altri fantini provenienti da altre zone d'Italia?
Questa è una cosa più legata ad un'epoca passata, prima c'era gente come Mario Cottone, Spiga e Beccaris che tenevano le gambe più alte ad esempio; ora questa differenza tra noi e gli altri fantini non esiste più.
Francesco Zanibelli