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Arianna Falchi ha voluto celebrare il grande "cuore" dei contradaioli senesi.
Questa sera nelle 17 Contrade si terrà la cena di solidarietà il cui ricavato sarà devoluto alle popolazioni terremotate (https://www.lavocedelpalio.it/2017/01/L11-febbraio-cena-benefica-in-simultanea-nelle-17-Contrade). Arianna Falchi, una delle giovani penne più brillanti in questo momento a Siena, ha voluto celebrare questo evento sulle nostre pagine con un racconto in vernacolo senese intitolato "Il Dono", che è riuscito perfettamente a cogliere la vera essenza del grande cuore del popolo senese.
'Un c'è niente da fa', prima o poi si stianta tutti.
Per consolazione, può far comodo sapere che in paradiso ci si stà proprio bene, ch'è un posto discreto, tranquillo, nessuno che bercia e nessuno che rompe le scatole con le solite polemiche e vanno anche tutti d'accordo.
O meglio, quasi tutti.
Perché lì da una parte, sì, lì dove il paradiso s'apre a forma di conchiglia, c'è un gruppo di anime che 'un fa' altro che agitassi: qualcuno salta per aria con du' mugli a quell'altro, ci so' un paio di loro che scuotono la testa a ritmo e poi ce n'è una che fischia e "CHIWAWA". Mira, mira quello col cappello che ghigno che c'ha, tiene l'ombrello al braccio anche se 'un piove e chiacchiera co' una vestita di bianco e nero "Ora se 'un fai qualcosa ti rimetto al buio un'altra volta!"
Ed è proprio lei, la bella signora in bianco e nero che prende le redini di tutte le anime inguastite.
"Ovvìa, calma!."
"Eh no, bisogna parlanne! 'Unn'è più come una volta, 'un c'è più nulla uguale a prima... Tra un po'ino, ci fanno andà co' ciuchi!" Sentenzia uno.
"Parliamone! Sempre meglio che spruzzà vernice pe' terra pensando anche d'esse ganzi. E tra un altro po'ino, la mi' statua piglia e si leva dai --- "
"Oh gnamo, sempre a fa' economia te! Pensa all'arte, a quella bisogna pensà! Questi citti 'un cantano più, qualcuno 'un sa nemmeno l'inno! Il bel canto, 'unn'è più cosa!" Sentenzia un'altro dalla bella voce, baritonale.
"Calma vi dico!" Ci prova ancora, con pacatezza e un fare materno, ma il parapiglia creatosi in quell'angolo di paradiso, sembra proprio 'unn'ave' fine.
"Si vole parla' di sport? Perché io l'ho giocato sai, giocato e tifato! Ora 'unn'ho mica capito come funziona... Una volta gli scudetti si vincevano e ora, invece, te li levano. Mah, pora Mens Sana, lo dicevo io di puntà sul Costone... CHIWAWA!" E dietro un fischio, più forte di quello di prima.
"Ora, no pe' mette bocca, ma laggiù un so' più liberi nemmeno di dassele per bene! E' vero che iniziano a esse' tantini, ma quante polemiche pe' du' tonfi a spengilume... Quelli di ora 'un se le sanno nemmeno dà, glieli farei rivedè io sai, a questi figli delle contrade, come funziona lì, dove le rivalità rinascino..."
"Oh basta! Basta ho detto, ora parlo io!"
Così, la minuta donna dal cuor gigante, fa sfoggio di risolutezza nel sedare gli animi accesi che si specano in polemiche, mettendo tutti a tacere.
"Ma 'un vi siete affacciati giù di sotto, ultimamente? Un lo vedete che hanno fatto, dove so andati? Guardate, guardate come so partiti carichi di roba e di emozioni, vedete come si so bardati bene?"
"Oh do' vanno? Che so' rimbecilliti, mira che macchinate!"
"Possibile 'un siate boni a guardà più in là del vostro naso? Vi svelo un segreto, fratelli miei, il mondo 'un finisce a Porta Camollia e c'è un posto, parecchio più vicino di quanto pensiate, dove la gente 'un c'ha più nemmeno un tetto sul capo, perché la terra è lieve solo quando lo decide lei. Lo sapete che hanno fatto, quelli laggiù? Hanno preso e so' andati. Così, senza stà troppo a ragionacci o a trovà cavilli pe' rizzà l'ennesima polemica, si so' organizzati e so andati".
"Ma come... Ma 'unn'eran tutti impegnati a scrive sul coso, lì, sul webbe?".
"Si scrivon tante cose, se ne dicano anche troppe. Guardate lì quanta gente hanno messo a sedè, quanti piatti, guardate la consolazione di sapere che qualcuno, in tutto il mondo, 'unn'è rimasto a sede'... 'Un vi sembra una cosa buona, questa? Nel mezzo a tutto il burattinaio, non è questa una rivincita per chi ci spera ancora? E badate bene, un' c'è nessuno da dove' celebrare, perché l'opere buone si fanno col cuore e non con la boria, ma 'un vi sembra eccezionale che questo possa succedere solo lì sotto, a Siena?".
E tutte affacciate da quella conchiglia in Paradiso, ora 'un c'è più buriana tra le anime che guardan di sotto, un po' nostalgiche, un po' orgogliose.
"'Un c'è da scordassi di nulla. Bisognerebbe tiragli un bercio e digli che l'entusiasmo si può mette' in tante cose, ma loro, cari miei, queste contrade di Siena che pigliano e vanno fa' da mangiare pe' i terremotati, so' un dono.
Non un dono in mezzo a tutto.
So' un dono nonostante tutto.
E festeggiamolo questo dono.
Nonostante tutto."
Le polemiche in paradiso restano, così come restano i problemi nella terra degli uomini, ma quel dono raccontato dalla Signora di Siena, ha edulcorato la focosità dolorosa di chi ricorda tempi migliori. Così, in silenzio, la folla si disperde lentamente... O quasi.
"Oh! Stasera so' tutti a cena, ci voglio andà anch'io!!!".
Arianna Falchi