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"Una sera sembrava che la Madonna emanasse energia".
Laura Brocchi è la pittrice del Palio di Provenzano 2017. Dopo aver realizzato ben 5 Masgalani, il Comune di Siena gli ha affidato l'incarico. A pochi giorni ormai dalla Presentazione del Drappellone ci siamo fatti raccontare le sue sensazioni.
Quando eri più piccola avresti mai pensato che saresti arrivata a dipingere il Palio di Siena?
"Da bambina sì, il sogno c'era. Qualunque bambino o bambina di Siena a cui piace disegnare penso che abbia questo sogno. Io ho tre piccoli bozzetti che risalgono al 1976, quando avevo 6 anni. Uno di questi bozzetti l'ho riproposto per il Palio dei Cittini nel Valdimontone di quest'anno. E' stato molto apprezzato, in questo bozzetto mancavano le contrade che ho aggiunto. C'era il sogno da bambina però da quando faccio questo per lavoro non ci avrei mai pensato infatti quando il Sindaco me lo ha chiesto è stata una piacevole sorpresa. Sinceramente non l'avevo nemmeno mai chiesto, ho partecipato agli ultimi due concorsi ma giusto per la soddisfazione di farlo. Penso di essere stata una delle poche persone a cui è stato chiesto di farlo senza aver fatto richieste ufficiali. Per questo motivo questa è stata una doppia soddisfazione".
Tu hai realizzato molti Masgalani ma dipingere il Palio che sensazioni ti ha trasmesso?
"Il mio lavoro è quello di lavorare i metalli per cui per una persona come me che fa lo sbalzo realizzare il Masgalano è la cosa più importante che possa fare dal punto di vista professionale infatti quando mi chiesero la prima volta nel 1997 di realizzare il Masgalano feci i salti di gioia. Purtroppo vedo che il Masgalano negli ultimi anni ha perso un pò di risalto; anche quest'anno non ho visto molti articoli sulla stampa su chi fa il Masgalano e chi lo offre. Secondo me è un premio molto importante: premia tutto il lavoro che c'è dietro e la dignità della Contrada. Dipingere il Palio è un'altra cosa ma i Masgalani mi hanno sempre dato tanta soddisfazione e -come ho sempre detto- il Masgalano del 2014 che feci io e che fu vinto dalla Torre, fu il mio "Palio vinto". Fu un'emozione forte."
Il 15 giugno consegnerai la tua opera al Comune: ci puoi anticipare qualcosa?
"Come sai posso dirti poco, deve essere una sorpresa per tutti. Io ho cercato di fare una cosa che fosse nello stesso tempo di impatto ma anche con dei piccoli particolari che a primo impatto non possono essere visti. Non è stato facile ma ho cercato di equilibrare questa cosa. Per quanto riguarda i "segni", consapevolmente non ci ho messo niente quindi se le persone ci vedranno qualcosa, sarà perché ce lo avranno visto personalmente".
Quale sarà il momento più emozionante per te?
"La Presentazione l'ho vissuta più volte con i Masgalani, per il mio carattere il momento più emozionante sarà quando entrerà dalla "bocca del Casato".
Temi un pò il giudizio dei senesi?
"Quando accetti di dipingere il Palio ti metti in gioco e devi mettere in conto che può piacere o non piacere. L'unanimità dei consensi non la raggiungerai mai perché persone hanno tutte dei gusti diversi. Quello che penso è che ogni artista deve essere contento del proprio lavoro e in pace con se stesso. Devi essere consapevole che ci può essere la persona che ti applaude ma anche quella che ti può fischiare comunque va bene così: è la presentazione del Palio di Siena, non è un vernissage".
Mentre lo dipingevi quali emozioni hai provato?
"E' stato veramente emozionante, non pensavo che potesse scatenare certe sensazioni perché comunque mentre lo dipingevo mi sono venute in mente tantissime cose: tanti ricordi ma non cose tristi. Mi avrebbe fatto piacere che lo avessero visto i miei genitori, purtroppo le cose sono andate in un certo modo, il rimpianto ovviamente c'è però bisogna vivere il presente. Questo pezzo di stoffa mi ha dato delle sensazioni incredibili, una sera ad esempio mi sembrava che questo Palio e questa Madonna "emanassero energia".
A chi dedichi la realizzazione di questo Palio?
"A tutta la mia famiglia, soprattutto a mio zio che è mancato da poco. Mi ha fatto tanto dispiacere il fatto che non l'abbia potuto vedere, glielo avrei mostrato volentieri. Purtroppo la vita è questa e non ci si può fare niente".
Francesco Zanibelli