¯
Un racconto di corse di altri tempi.
Chi ci segue da più anni sa che ci piace raccontare non molto conosciute e, casualmente, abbiamo trovato una persona che ha conosciuto delle vere e proprie leggende del Palio come Eletto Alessandri detto Bazza e Primo Arzilli detto Biondo. Si tratta di Stefano Pastorelli, classe 1964 di Orbetello (Grosseto). Il suo sogno sarebbe stato di montare in Piazza ma questo sogno non si realizzò. Ecco il suo racconto:
“Fu Celso Scaramucci, una persona inserita nel mondo dei cavalli, che mi avvicinò a questo mondo e che che si rese conto che avevo delle buone mani. Lui era stato uno dei proprietari di Tanaquilla (cavalla vittoriosa di 3 Palii negli Anni Cinquanta n.d.r.).
A 10 anni mi comprarono poi un cavallo per correre e nel 1974 feci la prima corsa con altri ragazzini a Selvena (frazione del Comune di Castell’Azzara in provincia di Grosseto n.d.r). Lì a Selvena c’erano le gabbie mentre ad esempio a Castell’Azzara c’era il canape ma senza la rincorsa. Venivano fatte delle batterie da 6-7 cavalli ma la rincorsa non c’era.
C’è da dire che in queste ero avvantaggiato perché Celso Scaramucci faceva sempre il mossiere in queste corse e aveva sempre un occhio di riguardo per me. Poi feci anche delle corse a Pitigliano dove vinsi due batterie ma la finale poi non si disputò ci fu una scazzottata.
Montavo a sella perché ero minorenne e all’epoca ai minorenni era consentito montare in corsa ma solo a sella. I grandi invece montavano quasi tutti a pelo. Tra i grandi mi ricordo che c’erano Bazza, Falchino e Il Bufera e in una corsa a Castell’Azzara mi sembra che c’era anche Bastiano.
Mi ricordo che un anno, non mi ricordo se il 1977 o il 1978 facemmo un’associazione ippica chiamata Costa d’Argento e si associò con noi anche Selvena. C’era rivalità una forte rivalità con Castell’Azzara dove decisero di costruire una pista fuori dal paese con la forma di Piazza del Campo. Organizzarono delle corse il 15 agosto.
Il mio maestro fece il mossiere e fu deciso di correre a mano sinistra. In questa corsa c’era anche Bazza, che era stato ingaggiato dall’associazione ippica di Castell’Azzara per vincere. Io partii in testa mentre gli altri erano più indietro. Sentivo che Bazza si stava avvicinando e feci finta di allargarmi per poi pararlo all’interno e lo parai anche all’esterno.
Alla fine vinsi la corsa e il proprietario del cavallo che montava Bazza si arrabbiò perché pensava di vincere e voleva anche protestare con la “direzione” per averlo parato. Lui però fu molto carino e mi difese con il proprietario della sua cavalla.
Quando andavo ad Arcidosso a trovare degli amici e trovava Bazza, mi portava sempre al bar “La Posta” e diceva a tutti: “Lui in una corsa mi ha fatto barba e capelli”.
Ho conosciuto anche l’Arzilli che mi fece i complimenti per come montavo. Mi ricordo una volta per una Tratta lo incontrai in Piazza e andammo a bere nell’Oca e mi presentò un pò di gente. La cosa che mi ha sempre impressionato di lui erano gli occhi vispi.
Io montai fino al 1978 poi smisi di allenarmi. Mi avrebbero voluto far montare in Piazza ma Celso Scaramucci non volle perché diceva che era troppo pericoloso. Non nego che mi sarebbe piaciuto provare. Io sono battezzato nella Lupa e tutt’ora frequento con passione la contrada”.