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Fin da giovanissimo ha avuto modo di confrontarsi con il mondo dell'icona attraverso il padre
Ismaele Nones nasce a Trento nel 1992. E’ uno dei pittori più interessanti emersi negli ultimi anni nel panorama italiano contemporaneo. Formatosi tra l'Istituto d'Arte Alessandro Vittoria di Trento e l'Accademia di Belle Arti di Venezia, porta nella propria ricerca un elemento: una profonda conoscenza dell'iconografia e della storia dell'immagine.
Fin da giovanissimo ha avuto modo di confrontarsi con il mondo dell'icona attraverso il padre, iconografo di professione, esperienza ancora oggi rappresentativa della sua pittura.
Lo scorso 12 giugno, in occasione dell'inaugurazione della sua mostra personale ai Magazzini del Sale di Siena, "Credevo di volare ma stavo cadendo", ho avuto l'opportunità di incontrarlo e scambiare con lui alcune parole.
Dal confronto è emersa la figura di un artista che affronta la pittura attraverso un percorso di studio e approfondimento molto rigoroso, Nones scrive, ricerca, costruisce un impianto concettuale che diventa la base dell'opera, nulla appare casuale e ogni elemento trova una precisa collocazione all'interno della composizione.
Le sue figure. personaggi sospesi in una dimensione fuori dal tempo, volti non riconducibili alla realta', presenze anonime che assumono un valore universale, attraverso piccoli dettagli, come certe espressioni ironiche o le celebri figure con la lingua di fuori, l'artista riesce a renderle sorprendentemente umane, avvicinandole allo spettatore, alleggerendo quella solennità che potrebbe derivare dai continui richiami alla tradizione.
Nella sua pittura convivono infatti molteplici riferimenti: la cultura bizantina, la pittura giottesca, l'arte medievale e, per chi osserva le sue opere a Siena, evidenti assonanze con la grande stagione pittorica senese, non si tratta però di semplici citazioni o di esercizi di stile,.
Nones utilizza questi linguaggi come essenza, creando un cortocircuito tra passato e presente. Le sue opere sembrano provenire da un tempo lontano, ma all'improvviso introducono elementi contemporanei, dettagli inattesi, atmosfere e riferimenti che riportano immediatamente all'oggi, la capacità di fondere tradizione e contemporaneità in modo naturale, costruendo immagini che dialogano con la storia dell'arte senza rimanerne prigioniere, memorie Giottesche e della pittura senese, ma anche una sensibilità attuale, capace di leggere il presente con uno sguardo personale e, a tratti, quasi pop.
Nicola Nunziati