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Fucecchio: intervista al Capitano di Porta Bernarda


Fucecchio: intervista al Capitano di Porta Bernarda
15/03/2016

Francesco Bertoncini, intervistato da Eleonora Mainò, fa il punto sulle strategie della sua Contrada.

Francesco Bertoncini, Capitano di Porta Bernarda apre il ciclo di interviste che la Voce del Palio dedica ai Capitani e alle Contrade del Palio di Fucecchio, ormai alle porte. È uno dei volti conosciuti dell'universo Palio, impossibile non andare immediatamente dritti al punto con lui partendo dalla domanda che incuriosisce i più.

E: Mulas si o Mulas no?
F: il discorso non è semplice. Silvano, come molti sanno, è tornato alle regolari in maniera più che assidua e ci è tornato alla sua maniera, da numero uno quale è. Questo mi fa felice, in virtù di un rapporto personale, non posso che essere orgoglioso dei suoi successi; da persona a lui legata gli dico continua, riprenditi il posto che è tuo. Ma Silvano non è solo un amico,è stato il mio braccio armato a cavallo, è strano immaginare, a squalifica terminata, che non indossi di nuovo la mia giubba. Nello stesso tempo dico che Porta Bernarda è una Contrada che non sa aspettare. Lo sappiamo tutti e due.

E: un messaggio senza mezze misure.
F: con Silvano il rapporto c'è ed è forte;è stato negli anni l'interprete perfetto di quello che è il mio Palio, il mio modo di farlo, correndolo cioè in base agli obiettivi, facendo in modo che ,con qualsiasi cavallo avessimo avuto in sorte, Bernarda potesse portare a compimento il suo piano. Per questo dico che la mia è una Contrada esigente, perché il suo risultato lo porta spesso se non sempre a casa. Poi come si sa il bello del Palio è anche questo, sono le chiacchiere, quello che si sa ma anche e soprattutto quello che non si sa. Il nostro con lui rimane un legame vero e concreto, questo mi fa stare tranquillo in previsione di quella che sarà la sua scelta. Mi fido di lui e lui si fida di me, sa che ho la capacità di leggere la situazione di questa attesa senza nuocere ne' a lui ne' alla mia Contrada. In più, gli echi del derby mi/ci riallacciano ambedue a quella stagione meravigliosa della nostra vita che è stato il 2008. Lui rimane il mio piano 5 stelle superior ma nello stesso tempo non posso permettermi di non averne un altro, e non parlo di un piano B, ma di un piano altrettanto vincente :Simone Mereu , l'altro nome che è stato individuato come meritevole di mettersi la nostra giubba. Il Messi di Fucecchio, un primo livello esattamente come Silvano. Bernarda con i fantini non è abituata a farci l'amore ma a sposarli,quindi si cerca non solo la tecnica ma anche l'umanità della persona, qui col fantino non si lavora,si condivide e si convive .  È il mio modo di vivere il Palio, di vivere la vita, stringere relazioni, mantenere una rete di rapporti . Ed è anche quello che da tanti anni mi tiene fortemente legato a questo mondo, i legami personali, coi fantini così come quelli con le altre Contrade con cui lavoro fianco a fianco.

E: in questo discorso possiamo inserirci anche il ritorno di Spinelli nel tuo staff?
F: certo. Senza dubbio. Anche con lui il ricongiungimento era scontato, troppa vita insieme per non ritrovarsi; come è naturale i rapporti nei suoi anni raimondini si erano freddati, ma averlo di nuovo con me è fonte di sicurezza come è stata fonte di preoccupazione forte averlo contro nel suo periodo gialloblù. Spinelli è uno che preferisco avere di nuovo dalla mia parte piuttosto che dirimpettaio.

E: sei uno dei Capitani con più esperienza sia viva che pregressa grazie alla tradizione familiare, hai respirato Palio da sempre in casa, come vedi cambiato il vostro Palio?
F:e' cambiato tanto, e l'albo d'oro a guardarlo e' bugiardo rispetto all'evoluzione che ha avuto, oggi siamo un Palio più strategico, dove rimangono due filoni forse individuati come principali dall'esterno per peso economico ( noi e Raimonda e le Contrade di conseguenza a noi amiche, legate da patti chiari tra loro) ma si cresce, cresce l'interesse da fuori nei nostri confronti , crescono le Contrade al loro interno e la loro incidenza sul sociale della città. E sono cresciute molto anche le piccole Contrade o quelle comunque ritenute tali, proprio nel peso che hanno nel Palio di oggi

E: il tuo modo di farlo è cambiato?
F: No. Lo faccio così come vivo. Sono consapevole  di essere ancora un marchio, come lo è Bernarda, nel bene e nel male. Vedi per esempio l'esperienza con Dino Pes, il cui valore, la cui serietà e professionalità  come fantino e allenatore sono riconosciute  ovunque. Bernarda con cui vinse nel 2002 l'ha marchiato in male quando questa sarebbe stata una pista perfetta per lui. Ma questo è il bello e il brutto della mia Contrada e del mio modo di fare il Palio, che come nel caso di Dino può essere fortemente limitante, la giubba di Bernarda agli occhi degli altri rimane sempre addosso.

E: come la definiresti, in una parola, la tua Contrada?
F: battagliera, cosi come il mio modo di affrontare il Palio; in questi anni ho plasmato Bernarda secondo il mio modo di approcciarmi a questo gioco e Bernarda l’ha prima accettato e poi assorbito pienamente.

E: come vedi le novità immediate e prossime del vostro Palio: forti sanzioni su scorrettezze al canape e cambio di data
F: non bene; per la mossa penso che il Palio non debba essere chiuso troppo dentro schemi precisi e concetti che ne snaturano l'identità di corsa non regolare, noi vivi amo una rivalità forte senza misure, si è visto nel passato. Più che l'inasprimento delle sanzioni sarebbe importante la giusta l'interpretazione delle regole e poi delle sanzioni stesse , un Palio dove venga rispettato tutto  in maniera severa e schematica è' una chimera, non ci riesce Siena , non può certo riuscirci Fucecchio.
Per la data,penso che i cambiamenti quando si applicano devono essere in meglio, altrimenti inutili, se non clamorosamente sbagliati come questo. Per noi di Bernarda la data migliore sarebbe stata Settembre , se si fosse dovuta cambiare x forza, spalmando così  la vita di Contrada durante l'estate e avendo a disposizione un momento ideale per correre, a bocce ferme ovunque, per intendersi.
Il problema dei cavalli lo trovo irrilevante, non serve un gran numero di cavalli quanto invece un lotto di cavalli sani che permettano, indipendentemente che tu abbia in sorte un bombolone o il 12° cavallo di fare il miglior Palio possibile secondo gli obbiettivi e secondo la sorte., Non serviva  inoltre inserirci tra due Palii facendosi una guerra inutile tra manifestazioni. Forse oltre ai cavalli presentati (ci ritroveremo tra due Palii di mezzosangue con il soggetto a ingaggio) ne risentirà la disponibilità delle seconde scelte .Fucecchio è stata una spinta emozionale forte per loro negli anni in proiezione di Siena, sarà diverso dal 2017, una possibile prestazione deludente a 15 giorni dal Palio di Luglio sarà forse un deterrente. I grossi nomi ci saranno sempre , non rinunceranno a un palcoscenico importante anche dal punto di vista economico ma è anche vero che sono proprio loro, i big, quelli che spesso rimangono in ombra in buca. Dovremmo  pescare forse sempre più ai fantini di pista


E: quali caratteristiche deve avere il cavallo del sogno?
F: la tranquillità di testa, la gestibilità, le due caratteristiche che per me permettono alla stalla di far fare il salto di categoria a un cavallo.

E: l'ultima domanda: 16 anni sono tanti, dopo le voci dell'estate, sei ancora qui, sei all'inizio dell'ennesimo mandato, se Capitan Bertoncini guarda avanti cosa vede
F: a differenza di prima vedo più roseo il futuro di Bernarda. Siamo cambiati, prima eravamo molto proiettati solo sul Palio, oggi siamo più popolo, più Contrada; inzio a veder gente pronta a mettersi in gioco. Sono sincero però non ho ricordi di me che non siano da Capitano. Ho un bagaglio pazzesco , una vittoria quella del 2008, che rimane un pacchetto di emozioni mie enormi, una vittoria contro il destino cosi tanto forte che mi ha permesso di subire il digiuno attuale con più serenità , consapevole che qualcosa dovevo rendere indietro,  me ne sono accorto nel 2014 con il Palio del mio rimpianto più  grande, con Tavel e Migheli il mio Palio perfetto;  ma forse è proprio questo uno degli aspetti che ancora mi tiene così fortemente ancorato a questo gioco : la sfida con la sorte. 

Eleonora Mainò 

Si ringrazia Franco Palandri per il credito fotografico



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