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I luoghi di origine dei fantini: Lucca


I luoghi di origine dei fantini: Lucca
07/04/2020

Il primo fu Raimondo Rovai detto Lucca.

Decisamente poco significativa la presenza di fantini di Lucca e provincia nella storia del Palio, secondo i dati a nostra disposizione furono solamente cinque e nessuno di questi vittorioso.

Eppure a Lucca esisteva, già dal Settecento, una corsa coi cavalli, che si svolgeva in occasione delle festività di Santa Croce, a cui parteciparono anche alcuni fantini senesi di un certo prestigio tra cui Dorino, Biggeri, Ciccina e Piaccina.

Addirittura il 14 settembre 1756, probabilmente su iniziativa di alcuni commercianti lucchesi che avevano affari a Siena, fu organizzato una carriera a cui non solo furono invitati dei fantini del nostro Palio ma anche alcune contrade!.

Dopo tre giorni di prove corsero la carriera: Bastiancino, Luchino, Bechino, Tenerino, Ministro e Tansino che vinse, su un baio oscuro, nel Montone nel cui museo è tuttora conservato il drappellone dato in premio per questa carriera davvero anomala.

Questi fatti fanno presupporre che a Lucca esistesse una discreta tradizione di corse a pelo ma nonostante ciò, come premesso, i pochi fantini lucchesi non sfondarono mai a Siena.
Il primo fu Raimondo Rovai detto “Lucca”, città dove era nato nel 1814 e da cui si era presto trasferito per stabilirsi a Siena, che corse otto volte dal luglio 1831 all’agosto 1836, di professione facchino, non lasciò traccia in piazza.

Lucca aveva debuttato nell’Istrice stessa contrada che, ventisette anni dopo, montò Luigi Pocci detto “Lucchino” che terminò la carriera del 4 luglio 1858, l’unica corsa, nelle retrovie su uno stornino del Raveggi.

Anche Arcangelo Garzia detto “Gaggia”, nato a Lucca nel 1882 e poi trasferitosi nella provincia di Firenze, corse una sola carriera anonima, quella del luglio 1902 nella Pantera su un Baio di Antonio Gracci, da rilevare che questo fantino aveva già calcato il tufo, oltre che per qualche prova, nella Giraffa per il Palio alla Romana del 18 agosto 1901 annullato per incidenti.

Arriviamo così al personaggio più noto di questa breve carrellata di fantini lucchesi, Alfredo Jacopini detto “Grattapassere”, nato a Pietrasanta nel 1903, famoso ed ancora ricordato per la sua storia, seppur breve e senza acuti.

Grattapassere debuttò, senza lasciare traccia, nell’agosto 1925 nel Drago correndo negli anni successivi alcune prove senza mai arrivare al Palio.

Nel luglio 1930 la Pantera, che aveva ricevuto in sorte una brenna, lo montò alla quarta prova sostituendo Ciambella che era malamente caduto durante la terza.
In realtà questo cambio di monta fu abbastanza particolare in quanto determinato da un sorteggio.

Ciambella, infatti, contestò vivacemente questa decisione cosa che lo rese ancora più antipatico ai panterini che per calmare gli animi decisero di affidare la scelta della monta alla sorte.

Venne, quindi, organizzato un sorteggio ma, una mano amica, inserì in un cappello, improvvisata urna, due bigliettini recanti un solo nome: Grattapassere!.

Fu così che Grattapassere corse il suo secondo ed ultimo Palio restando sempre nelle retrovie ma tanto bastò per farlo entrare nella leggenda come fantino simbolo della Pantera.

Il fantino fu portato in trionfo e subito dopo venne improvvisato lo stornello: “Pantera ultima non può mai essere con Grattapassere si va più in la” che, tramandato di generazione in generazione, ancora oggi viene intonato dai panterini ed a conferma di questo legame fortissimo nel 1974 il periodico della Contrada della Pantera ha come titolo “Il Grattapassere”, un fantino decisamente mediocre entrato comunque nel mito del Palio!.

Ultimo fantino proveniente dalla provincia di Lucca fu Giovanni Pierotti detto “Zanna” che corse tre volte dall’agosto 1949 al luglio 1950.
Particolarmente legato al Leocorno per il quale disputò il suo Palio più importante nel maggio 1950 sulla promettente Ribolla del Generale Barbarulli.

Zanna partì in testa aprendo una delle carriere più altalenanti della storia il cui esito si ribaltò più volte fino al terzo Casato.

Il Leocorno a San Martino girò secondo, di poco staccato dall’Onda, restando sempre attaccato ai primi ed al secondo Casato Zanna, nel tentativo di sferrare l’attacco decisivo, stavolta al Nicchio, finì sul tufo lasciando Ribolla scossa la quale, dopo il parapiglia dell’ultima curva tra Ganascia e Tripolino, arrivò seconda dietro a Gaia scossa nel Montone.

Nel luglio 1950 Zanna passò dal Leocorno al Nicchio per montare l’esordiente Gina ma il suo terzo ed ultimo Palio terminò in modo anonimo dopo una discreta partenza.



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