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I luoghi di origine dei fantini: Pisa


I luoghi di origine dei fantini: Pisa
28/04/2020

Il più blasonato fu Jacopo Mazzini detto Cerrino.

La presenza di fantini pisani in Piazza, pur essendo abbastanza nutrita e distribuita nel tempo, non ha prodotto importanti campioni se si eccettua per Tabarre di Volterra di cui però ci occuperemo in un altro articolo.

Scorrendo i dati a nostra disposizione il primo pisano a correre a Siena ed anche il più blasonato fu certamente Jacopo Mazzini detto “Cerrino”, originario di Cecina, a cui vengono attribuite ben cinque vittorie ottenute in una carriera durata almeno dal 1725 al 1744.

Per gran parte dell’800 la presenza pisana in Piazza si limitò a tanti modesti comprimari, un elenco di personaggi mai usciti dall’anonimato: dal Ragazzo Pisano che corse nel Bruco nel 1815 a Sbarbatino montato dalla Giraffa sette anni dopo, passando per Barege che corse i due Palii del 1832 e per Broccolo fantino della Chiocciola nel luglio 1846.

Non ricevettero nemmeno il tradizionale soprannome Luigi Tamberi che corse nella Selva nel luglio 1851, Luigi Stambini montato dalla Chiocciola nell’agosto seguente e Domenico Piacerà al canape nell’agosto 1856 nel Bruco.

L’unico fantino proveniente da Pisa a correre con continuità in quel periodo, forse perché nel frattempo si era stabilito a Siena, fu Lodovico Conforti detto “Palloncino” che corse sette volte dal 1844 al 1852 non lasciando, tuttavia, alcuna traccia significativa della sua esperienza paliesca.

Per trovare un altro fantino pisano vittorioso dobbiamo, quindi, arrivare a Massimo Tamberi detto “Massimino” o “Cotoletta”, nato a Crespina nel 1880 e figlio di quel Luigi che aveva corso nella Selva.

Pur essendo un fantino mediocre Massimino ebbe una carriera piuttosto lunga, con venticinque presenze, cominciata nel 1880, terminata nel 1904 e coronata dalla vittoria dell’agosto 1897.

Agli inizi della carriera Massimino corse con buona continuità disputando, tuttavia, sempre carriere di retrovia e la sua esperienza in piazza sembrava chiusa nel 1883.

Ripescato a sorpresa, dopo sette anni di assenza le prestazioni di Massimino continuarono a rimanere nell’anonimato, l’unica occasione per vincere arrivò nell’agosto 1891 quando fu montato dall’Onda su un buon barbero la cui caduta al canape fece svanire ogni illusione.

Decisivi, per rimanere nel giro, furono per Massimino i Palii alla Romana in cui dimostrò sempre una buona predisposizione centrando la finale nel 1891 e vincendo la corsa di consolazione nel 1894.

Nel luglio 1896, nell’Onda, Massimino nerbò con veemenza la Torre durante le fasi della mossa, ostacolo che però non impedì la vittoria di Scansino e fruttò al fantino di Crespina una pesante squalifica.

Al rientro dalla squalifica, nell’agosto 1897, Massimino fu montato per la quinta volta dalla Giraffa sul fenomenale Febo lo stesso barbero che a luglio aveva trionfato, con Scansino, per i colori di Provenzano.

Il trionfo di luglio aveva però prosciugato le casse giraffine e creato notevoli malumori interni, con le dimissioni del capitano vittorioso, tanto che Massimino si recò al canape senza un quattrino da spendere e con molti fantini addosso.

La Giraffa, infatti, partì staccata dai primi ma già al primo passaggio davanti al Comune la superiorità debordante di Febo ebbe la meglio col sorpasso ai danni di Mugnaino nella Chiocciola che, esattamente come a luglio, finì secondo.
Fu quella l’unica vittoria di Massimino, il cappotto per la Giraffa e la quarta vittoria di Febo su quattro Palii disputati.

Massimino continuò a correre anche nel nuovo secolo, confermando nel Palio alla Romana del 1901, poi annullato per incidenti, la sua abilità in quel tipo di corsa avendo conquistato l’accesso alla finale nella Lupa.

Nell’agosto 1902, nel Leocorno, Massimino partì primo con Zaraballe nella Civetta ma le nerbate veementi ne provocarono la caduta al primo Casato e fecero svanire ogni sogno di gloria.

Dopo l’era di Massimino registriamo le episodiche partecipazioni di Luigi Vannozzi detto “Buzzino” che corse nel settembre 1928 nell’Istrice su un cavallo zoppo e di Parigi Colombini detto “Pisano”, proveniente dall’ippodromo di San Rossore, che corse per la Tartuca su Dora nel luglio 1945.

Dopo settant’anni è stata la volta di Elias Mannucci detto “Turbine”, fantino di San Miniato tuttora in attività il quale, pur dimostrando grandi doti di partente, finora ha deluso le attese anche montando cavalli di prima fascia.

 

Roberto Filiani

Foto: www.ilpalio.org 

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