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I luoghi di origine dei fantini: Pistoia


I luoghi di origine dei fantini: Pistoia
14/04/2020

I primi furono Benedetto Bartaletti detto “Stregone” e suo figlio Giuseppe Maria detto “Strega".

Pistoia una provenienza decisamente inconsueta per i fantini del Palio, lontana dai classici serbatoi da cui le contrade hanno sempre attinto i propri campioni o sconosciuti e modesti mercenari senza gloria.Salvo errori o sviste sono stati tre i pistoiesi a calcare il tufo di Piazza del Campo ultimo dei quali Jonatan Bartoletti detto “Scompiglio”.

Prima di lui corsero il Palio , molti storici e cronisti hanno tramandato ai posteri il dato, rilevatosi inesatto per merito di certosine ricerche, che si trattasse di un unico fantino a cui venivano attribuite, a seconda delle varie fonti, dalle sette alle nove vittorie.

Va rilevato, infatti, che moltissimi dati, dei Palii disputati dagli albori sino ai primi anni del Settecento, sono incerti ed hanno portato ad attribuzioni spesso contraddittorie o errate per quanto concerne sia le contrade che i fantini vittoriosi.
In realtà i Bartaletti, cognome clamorosamente simile a quello di Scompiglio, come specificato furono due ed il primo a correre il Palio fu Benedetto detto “Stregone” il quale vinse almeno due volte.

La prima vittoria risale al luglio 1696 quando, subito dopo la corsa trionfale di Pulcino nella Lupa, fu organizzata una carriera detta di consolazione che fu vinta da Stregone nella Pantera, successo riconosciuto dal Comune, su istanza della Contrada di Stalloreggi, solo nel giugno del 1902.

L’altra vittoria certa risale all’agosto 1703 in un Palio organizzato dall’Onda, le scarne e spesso confuse cronache dell’epoca ci raccontano di una carriera lottata da ben sette contrade che nel corso dell’ultima girata si azzuffarono ed ostacolarono favorendo in tal modo il successo di Stregone nella Lupa su un barbero, detto Capitanello, ricompreso tra i “meno corridori”.

Da questa vittoria si perdono le tracce di Stregone e dal 1703 in poi l’onore dei pistoiesi Bartaletti fu tenuto alto da Giuseppe Maria detto “Strega”, cinque vittorie tutte dal sapore epico.

Nato nel 1683 a Pistoia lo Strega si trasferì stabilmente a Siena intorno al 1708 svolgendo la professione di vetturino e di pari passo quella di fantino di piazza ed il 2 luglio 1712 conquistò la sua prima vittoria nell’Oca dopo una carriera molto combattuta con Giuseppone nella Chiocciola ed Ignudo nella Torre.

Il giorno dopo, per celebrare il Cardinale Giovan Battista Tolomei, venne corso un altro Palio che fu vinto dalla Chiocciola ancora una volta con Strega che in questo modo firmò l’incredibile impresa di vincere due volte in due giorni, record eguagliato da Tabarre trionfatore il 16 agosto 1891 nella Tartuca e nel Palio alla Romana del giorno seguente nell’Oca.

Altra vittoria storica dello Strega fu quella del 2 luglio 1717, carriera disputata alla presenza di Violante di Baviera e vinta per la Torre su Gioia.

Ma la vittoria dello Strega che rimarrà più di tutte nella storia è, senza ombra di dubbio, quella del 2 luglio 1719 quando il fantino pistoiese, sul barbero Vegliantino, trionfò per l’Aquila contrada che in quella occasione correva il suo primo Palio dopo decenni di inattività e la richiesta di riammissione respinta l’anno precedente.

Strega sbaragliò la concorrenza di altre quattordici contrade e per la vittoria riscosse un lauto compenso di diciassette talleri e mezzo.
Il primo drappellone vinto dall’Aquila, ad eterna conferma di quella storica impresa, è il più antico conservato nei diciassette musei di contrada.

Il primo maggio 1722, in occasione di un Palio straordinario voluto dalla potentissima Violante per onorare alcuni nobili bavaresi suoi ospiti, lo Strega, nella Tartuca su Belladonna, conquistò la sua quinta ed ultima vittoria lottando con l’Aquila.

Dopo duecentottantacinque anni, nell’agosto 2007, un altro pistoiese Jonatan Bartoletti arrivò in piazza debuttando nel Leocorno sul forte ma poco fortunato Brento.

Partito terzo Scompiglio conquistò il comando al primo San Martino controllando agevolmente i successivi attacchi di Luca Minisini detto “Dé” nella Giraffa su Gridu.

Alla vittoria all’esordio seguirono una serie di carriera sfortunate ed altre incolori fino al rilancio, abbastanza inatteso del 16 agosto 2012 quando Scompiglio riportò la vittoria nel Valdimontone, a digiuno da ventidue anni.

In quella occasione Scompiglio ritrovò per la terza volta, in totale saranno cinque, Lo Specialista un buon cavallo che comunque non veniva considerato tra i migliori.

Una partenza fulminea, una fuga favorita dalla caduta generale del primo San Martino ed un arrivo mozzafiato a vanificare lo spunto finale di Tittia ed Indianos nella Tartuca.
Alla seconda vittoria seguì un nuovo periodo difficile spazzato via con l’incredibile cappotto del 2016 conquistato nella Lupa sulla fortissima Preziosa Penelope.

A luglio una spettacolare corsa di rimonta sul Nicchio e sul Drago coronata durante il terzo giro, poco prima di impostare il Casato, con un doppio sorpasso leggendario che riportò il cencio in Vallerozzi dopo ventisette anni di digiuno.

Ad agosto la sorte rispedì la portentosa Preziosa Penelope nella Lupa e per Scompiglio l’occasione del cappotto si fece più che concreta, dopo una partenza non brillante, così come era accaduto a luglio, il fantino pistoiese si mise sulla scia dei primi effettuando il sorpasso decisivo, con un’incredibile traiettoria, radente lo steccato, ai danni di Brio nel Drago con Morosita Prima.

Ormai lanciatissimo Scompiglio fu montato dalla Giraffa nel luglio 2017 per montare la quotata Sarbana, il barbero di gran lunga più forte ed ambito in un lotto privo di campioni.
Le previsioni della viglia furono rispettate alla lettera, Scompiglio partì primo, dopo una mossa estenuante per il rifiuto di Tornasol di entrare tra i canapi, ad insidiare la Giraffa soltanto Brigante nell’Aquila su Renalzos.

La quinta vittoria per Scompiglio, la terza di fila, per adesso l’ultima del pistoiese che dopo le recenti delusioni resta comunque tra i fantini di riferimento del prossimo futuro.

 

Roberto Filiani

Foto: Simone Tonnicodi



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