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L'Arte del Palio: il Drappellone del 16 agosto 2003


L'Arte del Palio: il Drappellone del 16 agosto 2003
13/04/2020

Dipinto da Andrea Rauch.

Secondo appuntamento con la nostra rubrica "L'arte del Palio" a cura di Nicola Nunziati che ogni lunedì analizza un Drappellone da lui scelto. Dopo la prima puntata dedicata al Palio del 16 agosto 1988 vinto dalla Nobile Contrada dell'Aquila, oggi è la volta del Drappellone del 16 agosto 2003 dipinto da Andrea Rauch e che fu vinto dalla Nobile Contrada del Bruco con Luigi Bruschelli detto Trecciolino e Berio.

 

L'analisi pittorica

Andrea Rauch, Senese, classe 1948, Designer di fama internazionale, docente universitario, prima a Milano, poi a Siena. Numerosi i seminari di Graphic Design in tutto il mondo; nella sua carriera ha progettato mostre e illustrato libri oltre ad aver disegnato la grafica per istituzioni come la Biennale di Venezia, il Centre Georges Pompidou e movimenti quali Greenpeace.

Dal 1995 al 2008 è stato Art Director del complesso Santa Maria della Scala a Siena e nel 2003 viene incaricato dal Sindaco di dipingere il cencio per la carriera di Agosto.

Il tema è di quelli importanti infatti il drappo di seta verrà dedicato a Duccio di Boninsegna (Siena 1255- 1318 o 1319), pittore indicato come primo maestro della scuola Senese e “collega” di un certo Giotto.

Il Palio si presenta come una “tavola” antica, degna dei tempi di Duccio, ripartita perfettamente nell'iconografia, colori e simboli, che sono gestiti alla perfezione nella conformazione illustrativa di Rauch, sia nella tecnica che nell'innovazione.

La Madonna, che campeggia è quella delle vetrate del Duomo (1308_1311), la medesima trasparenza sul Drappellone a due facce, una soluzione geniale nel riproporre ai popoli la possibilità di ammirare il cencio da ambo le parti, proprio come un vetro infranto dal sole. Un ulteriore significato simbolico quando la sera, al termine della Carriera, la figura della Madonna sarà affiancata a quella del Boninsegna: non solo un omaggio ma una vera e propria installazione confezionata da un' intera Città che di secoli in secoli esprime arte e cultura.

L'aureola della Vergine si veste di nuovo, i barberi delle contrade: un connubio tra antico e attuale, cosi come la materia che emerge dal drappo la circondano. Nella parte sottostante compaiono le tre contrade estratte dove di fatto è primeggiante il barbero del Bruco.

La tridimensionalità dei barberi, riproposta nella parte inferiore del dipinto con gli stemmi del Comune, incorniciano una sagoma assolutamente riconoscibile del “Facciatone”, avvolto di un cielo rosso fuoco, memoria di un' estate, un attimo impresso nella mente, sospeso nel tempo, come quel sospiro in attesa di esito per chi è in piazza ed esplodere in gioia o amarezza.

Un Palio, molto significativo, denso, concentrato, che necessita di essere guardato attentamente, nelle sue sfumature, tridimensionalità e giochi di luce. Ecco il motivo per il quale ho scelto questo, la difficoltà del tema, affrontato con grande intelligenza, con un linguaggio efficace e molto semplice, degno di un illustratore e di un Senese.

 

La corsa

Viene formato un lotto con tre cavalli vincitori di Palio: Berio (Bruco), Urban II (Giraffa) e Zodiach (Civetta). Trecciolino, fantino ufficiale del Bruco, va a montare Berio ricomponendo l'accoppiata vittoriosa nell'agosto dell'anno precedente nella Tartuca. La Giraffa ricompone invece l'accoppiata vittoriosa nel Palio Straordinario del 2000 nella Selva con Giuseppe Pes detto il Pesse. Infine nel Castellare arriva un giovane Giuseppe Zedde detto Gingillo che all'epoca ha all'attivo un solo Palio corso.

Sono 3 i cavalli esordienti: Artù Valoroso (Torre), Amoroso (Nicchio) e Big Big (Aquila). Nicchio e Aquila si affidano a due giovani fantini che saranno protagonisti negli anni a venire: Giovanni Atzeni detto Tittia e Andrea Mari detto Brio.

La mossa è molto nervosa con la Civetta di rincorsa che controlla il Leocorno al primo posto con Sgaibarre e Brento. Il cavallo dell'Onda Alghero prende un calcio dal cavallo della Torre; viene riportato nell'Entrone per poi ritornare al canape. 

Quando la Civetta entra, scatta in testa la Giraffa dall'interno, seguita dal Bruco e dalla Lupa con Voragine e Baresi. La Giraffa si mantiene in testa, seguita dal Bruco e dal Nicchio che però alla curva del Casato viene impanciato dall'Aquila e perde posizioni.

La Giraffa mantiene la testa, incalzata dal Bruco e dalla Civetta che nel frattempo ha recuperato posizioni. Al secondo Casato c'è la svolta del Palio con il Bruco che riesce superare all'interno la Giraffa, impanciata a sua volta dalla Civetta che guadagna la seconda posizione.

Nel frattempo il Bruco prende molti colonnini di vantaggio sugli altri e va a vincere questo Palio con Trecciolino (alla sua settima vittoria in carriera) e Berio che vince il suo secondo Palio dopo la vittoria all'esordio dell'anno precedente.

La vittoria per la contrada di Barbicone mancava dal 16 agosto 1996. Il Capitano vittorioso è Gianni Falciani con i mangini  Federico Cappannoli, Patrizio Signorini e Maurizio Nasoni.

 

Nicola Nunziati, Francesco Zanibelli 

 

Foto: www.palio.be



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