BCC Banca Centro
DFAGRI
Comune di Siena

tutto sul Palio di Siena e gli altri palii italiani


5 STRACCI
L'Arsneon Toscana

L'Arte del Palio: il Drappellone del 16 agosto 1987


L'Arte del Palio: il Drappellone del 16 agosto 1987
29/06/2020

Dipinto da Ennio Calabria.

Tredicesimo appuntamento con la nostra rubrica "L'Arte del Palio" a cura di Nicola Nunziati che ogni settimana analizza un Drappellone da lui scelto. Oggi è la volta del Drappellone del 16 agosto 1987 dipinto da Ennio Calabria e che fu vinto dalla Contrada della Pantera con Salvatore Ladu detto Cianchino e Benito III. Come sempre, dopo l'analisi pittorica, trovate anche i dettagli della corsa.

 

L'analisi pittorica.

Ennio Calabria nasce a Tripoli il 7 Marzo 1937. dopo aver conseguito la maturità artistica nel 1955 all'Accademia di Belle Arti di Roma, tiene la sua prima personale alla galleria “La Feluca” nel '58 sempre nella capitale.

Negli anni successivi prende parte ad altre esposizioni. Dal 1961 entra nel gruppo denominato “Il Pro e Il Contro”, punto di riferimento dell'arte figurativa. All'interno di questa cerchia vi erano anche Ugo Attardi e Renzo Vespignani , anche loro pittori dei Palii, rispettivamente del 1974 vinto dalla Selva e del 1983 vinto dalla Giraffa.

Durante questi anni espone in Australia, Nord Africa e Oriente. Nel 1964, invece, è protagonista alla Biennale di Venezia, mentre la sua prima antologica è datata 1985 a Milano, presso la Rotonda della Besana, una seconda invece nel 1987 a Roma in Castel Sant'Angelo.

Altre importanti esposizioni si terranno in Brasile, Germania, New York: girerà lo stivale da Sud a Nord e ancora alla Biennale di Venezia nel 2015.

La pittura di Calabria nasce allo zoo, infatti fin da piccolo, all'età di otto anni disegna gli animali, in particolar modo una tigre siberiana. La pittura si sviluppa negli anni, spingendo verso quella ricerca sulla condizione esistenziale dell'individuo e acquisisce un grande valore sociale, strumento conoscitivo delle trasformazioni, “la figura umana come prigione iconica che custodisce le piu' grandi imprevedibili libertà” affermerà l'artista.

Un figurativismo visionario dettato da forme dai contorni definiti mischiati all'informale. La figura scomposta ma pur sempre riconoscibile emerge come una scultura, si staglia nei dettagli e nei segni del suo autore: un vortice onirico dove addentrarsi tra toni cupi e lampi di luce.

Calabria viene chiamato a dipingere il Palio per la carriera dell'agosto 1987. Un sondaggio ideato dal sito www.ilpalio.org durante la quarantena ha mostrato che il cencio di Calabria è stato il più' votato tra quelli della Pantera.

Il primo impatto è caotico, confuso, come una nuvola densa piena di colori, pian piano che l'occhio si abitua a cotanto splendore cominciano a stagliarsi le figure e dal caos si ordinano le figure: dai cavalli in corsa, la Madonna, i contradaioli, la Piazza.

La parte centrale è un groviglio di cavalli in corsa, un richiamo ai manifesti di Calabria, famoso per le sue locandine, come una scena di un film un primo piano e un campo totale inquadrano la piazza nel bel mezzo della sua “battaglia”. Nella Piazza si staglia l'ombra del palazzo Comunale, la Torre del Mangia si erge prepotentemente in direzione del barbero piu' possente, digrignante.

In basso una striscia con la data del Palio: un elemento che richiama il canapo tirato, delinea una netta separazione tra chi avrà miglior sorte nella corsa e coloro che invece vedranno giungere l'inverno la sera stessa.

La Vergine, con la sua veste azzurra, protegge i cavalli sul lato sinistro, li cinge con fare materno, silenzioso e con la stessa virtù controlla lo svolgersi delle dinamiche. Il volto ha lo stesso colore del vestito, solo alcuni dettagli mostrano la fisionomia, una luce gialla dorata avvolge il capo, come una aureola.

In questa sezione bandiere riportanti i simboli della città sventolano festanti. Spiccano alcuni elementi architettonici e le mani dei contradaioli che incitano cavalli e cavalieri, le stessi che compaiono più' in basso vicino alla bandiere con le araldiche delle contrade- L'ordine distribuito è insolito, non rappresenta quello di estrazione alle trifore, una scelta personale del pittore, che rende ancora più' interessante la valutazioni post Palio. La Pantera infatti risulta centrale rispetto a tutte le altre, si distacca ed è posta subito sopra il “canapo” con la data della carriera.

Nell'opera è molto interessante vedere come la distribuzione delle figure, spesso ripartita orizzontalmente è verticale. Un Palio spezzato a metà, il celeste a sinistra, il terreno sulla destra, uniti in maniera univoca dal cavallo, non solo un animale, bensì un componente fondamentale di questa città, colonna portante di mille emozioni.

 

La corsa

Da questo Palio viene informalmente introdotta la previsita che diventerà obbligatoria a partire dal Palio del 2 luglio 1991. Favorite dalla sorte sono la Pantera che ha in sorte per la seconda volta Benito III (vincitore di due Palii) e la Chiocciola con Figaro. Sono ben 6 i cavalli esordienti in questa Carriera: Briosca (Oca), Galleggiante (Tartuca), Libia (Istrice), Pippo Pippo (Onda), Fogarizzu (Bruco) e Euro (Valdimontone).

E' un Palio caratterizzato da molti cambi di monta durante le prove. Aceto, dopo aver fatto le prime due prove nell'Oca su Briosca, sceglie l'esordiente Libia nell'Istrice; l'Oca monterà poi Massimino. Ricordiamo che l'Istrice aveva fatto le prime due prove con Antonello Casula detto Il Moretto. Bastiano va nella Chiocciola su Figaro dopo che la prima prova era stata fatta da Lorenzo Viti, figlio di Canapino.

L'Onda alterna ben 3 fantini sull'esordiente Pippo Pippo: Cianchino, l'esordiente Salvatore Muroni e Bazzino che correrà poi il Palio. Cianchino dalla seconda prova va a montare nella Pantera su Benito III ricomponendo così l'accoppiata vittoriosa due anni prima nell'Onda.

La Selva, vincitrice del Palio di luglio, alterna Renato Gigliotti detto Davide con Bonito da Silva che correrà poi il Palio. La Tartuca sull'esordiente Galleggiante alterna Bonito da Silva, Truciolo e Imolino che correrà poi il Palio.

La mossa è molto complicata, di rincorsa c'è il Drago con Falchino e Martino che manifesta una grande riottosità ad entrare. Il Mossiere Piero D'Inzeo decide per il cambio di busta e di rincorsa va la Selva con Bonito da Silva e Ciriaco III. 

Quando la Selva entra il Drago è completamente girato. Scatta in testa la Pantera con Cianchino e Benito III, seguita dall'Oca con Massimino e Briosca e dal Bruco con Ercolino e Fogarizzu. Al primo San Martino è la Pantera in testa, seguita dall'Istrice e dall'Oca. La Pantera mantiene la testa, seguita dall'Oca che riesce a guadagnare la seconda posizione. 

La Pantera prende il largo, seguita da Oca, Chiocciola e Istrice. Al secondo giro la Pantera è in pieno controllo mentre nelle retrovie cade il Bruco. Al terzo San Martino la Pantera è sempre in testa mentre cade l'Oca e la Chiocciola guadagna la seconda posizione. La Chiocciola tenta un ultimo recupero ma non c'è nulla da fare: vince la Pantera con Cianchino (alla quarta vittoria in carriera) e Benito III, al suo terzo sigillo.

La vittoria per la contrada di Stalloreggi mancava dal Palio del 16 agosto 1978. Il Capitano vittorioso è Massimo Gasparri, con i mangini Giorgio Lazzeroni, Claudio Frati e Andrea Mori Pometti. Il Priore è Fabio Talluri.

 

Nicola Nunziati, Francesco Zanibelli

Futuro Business
Citis


Montegiovi
I prossimi appuntamenti
26 giugno 2020 Giraffa

I prossimi appuntamenti


Corsi per alfieri e tamburini
18 giugno 2020 Lupa

Corsi per alfieri e tamburini


Annullamento eventi fino al 15 marzo
05 marzo 2020 Nicchio

Annullamento eventi fino al 15 marzo


Cena delle Donne
04 marzo 2020 Aquila

Cena delle Donne


I prossimi appuntamenti
03 marzo 2020 Nicchio

I prossimi appuntamenti


I prossimi appuntamenti
02 marzo 2020 Selva

I prossimi appuntamenti


Tonnicodi
Marco Grandi
Osteria Permalico
WelcHome
Associazione Punto di Vista
Ditta Chiti Andreini
OKSiena
Il Palio Siena
ISiena
Ricordi di Palio
Toscana Free
Palio.be
Il Palio.org
Spoonriver
Dolci di Forno