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Brento: un cavallo speciale


Brento: un cavallo speciale
23/12/2020

La sua è una storia di grande sfortuna ma anche di riscatto.

Nei giorni scorsi in cui il nostro giornale non è stato aggiornato è arrivata la notizia della morte di Brento, cavallo che indubbiamente ha una storia che merita di essere raccontata caratterizzata da una grande sfortuna ma anche da una grande rinascita che culminò nella vittoria del Palio del 16 agosto 2007.

Nato nel 1997 all'allevamento di Antonio Efisio Pinna dallo stallone Video King e dalla fattrice Vanita II, tra il 2000 e il 2002 fece alcune apparizioni in ippodromo tra cui segnaliamo un quarto posto nel 2002 a Pian delle Fornaci montato da Riccardo Barontini.

Fu acquistato e portato a Siena nei primi anni del Duemila. Esordì nelle Prove di Addestramento Mattutine del Palio di luglio del 2002 dove fu montato da Francesco Petrazzi detto Scintilla. Fu ammesso alla Tratta ma fu poi scartato dai veterinari.

Ad agosto dello stesso anno vinse la batteria montato da Francesco Petrazzi e fu scelto dai Capitani. Venne assegnato alla Selva che lo affidò all'esordiente Antonio Villella detto Sgaibarre. Quel Palio di esordio fu subito molto sfortunato infatti alla mossa un calcio ricevuto dal cavallo dell'Oca Varco II impedì a Brento di esordire in Piazza del Campo. Pur essendo all'esordio, già allora si parlava molto bene di questo baio che faceva intravedere delle potenzialità interessanti come cavallo da Palio. 

L'anno seguente, nel luglio del 2003 fu ancora scelto dai Capitani e fu assegnato alla Tartuca. La dirigenza di Castelvecchio scelse la monta di Dario Colagé detto Il Bufera. La Tartuca era al nono posto al canape, e quando di rincorsa entrò la Selva, Brento era completamente girato. Il Mossiere Capozzella dette valida la mossa e in pratica la corsa della Tartuca fu pregiudicata fin dall'inizio.

Ad agosto dello stesso anno fu assegnato per la prima volta al Leocorno, contrada in cui vincerà il suo unico Palio 4 anni più tardi. Lo montò ancora una volta Sgaibarre che avrebbe dovuto interpretarlo già l'anno precedente all'esordio nella Selva. Il Leocorno era al primo posto ma in partenza rimase intruppato e di fatto quello fu un Palio incolore che si concluse con la caduta di Sgaibarre al secondo San Martino.

L'anno seguente, nel 2004, Brento fu ancora una volta scelto dai Capitani. Fu assegnato alla Torre che scelse la monta di Giuseppe Zedde detto Gingillo. Nonostante il nono posto al canape, Brento, con una grande progressione dall'esterno, riuscì a portarsi subito nelle prime posizioni a ridosso del Bruco e della Giraffa. L'accoppiata di Salicotto sembrava destinata a lottarsi la vittoria ma una traiettoria troppo esterna al secondo San Martino pregiudicò le chances di vittoria di quel Palio che fu poi vinto dalla Giraffa con lo scosso Donosu Tou. Fu un Palio comunque positivo per Brento che mise in mostra una potenza notevole con uno scatto bruciante dalla Mossa al primo San Martino. 

Ad agosto del 2004 Brento non fu presentato. L'anno successivo, nel luglio 2005, fu assegnato al Nicchio che gli affidò la monta del ventenne Giovanni Atzeni detto Tittia. Il Nicchio è al nono posto ma, nonostante ancora una volta una posizione non vantaggiosa, Brento riuscì comunque, grazie alla sua bellissima progressione, a partire secondo dietro al Bruco. Tittia spinge forte Brento che si avvicina al Bruco ma al secondo San Martino, ancora una volta la sfortuna ci mette lo zampino con uno scivolone che fa cadere Brento e il fantino Tittia. Il Palio del Nicchio finì lì e di fatto la caduta spianò la strada alla vittoria del Bruco con Trecciolino e Berio. 

Brento ormai era un cavallo che arrivava sempre vicino alla vittoria ma sembrava gli mancasse sempre un "qualcosa" per poter finalmente arrivare primo al bandierino. Dopo la delusione del Palio nel Nicchio, l'occasione per il riscatto arrivò ad agosto del 2005 dove fu assegnato alla Lupa, contrada con grande fame di vittoria. La dirigenza di Vallerozzi scelse l'esperta monta di Giuseppe Pes detto Il Pesse che fino ad allora non aveva mai montato Brento. La Lupa era al settimo posto, posizione non certo vantaggiosa per partire bene ma ancora una volta Brento riuscì con una grande progressione a partire ottimamente prendendo la testa ma al primo San Martino ancora una volta il destino beffardo ci mise del suo. Il Pesse nerbò per sbaglio Brento in un occhio. La Lupa prese così una traiettoria larghissima pregiudicando di fatto la sua corsa. 

L'anno seguente, nel 2006, Brento arrivò ad entrambe le Tratte dei Palii di quell'anno ma non fu prescelto dai Capitani. Arriviamo così al Palio di luglio del 2007 in cui Brento fu assegnato alla Chiocciola, altra Contrada con una grande fame di vittoria. La dirigenza di San Marco puntò su Luca Minisini detto Dé. Potenzialmente quello poteva essere un Palio in cui Brento avrebbe potuto essere protagonista ma per l'ennesima volta la sfortuna ci mise del suo. Per la prima prova caddero molte contrade tra cui la Chiocciola e questo purtroppo portò all'infortunio di Brento che per la seconda volta nella sua carriera dovette rinunciare a correre il Palio.

Brento aveva ormai 10 anni e ancora, nonostante le sue indubbie qualità, non aveva messo il suo sigillo in Piazza del Campo. Dopo la delusione del luglio del 2007, Brento ad agosto del 2007 fu assegnato per la seconda volta al Leocorno. Con grande coraggio il Capitano di Pantaneto Luigi Fumi Cambi Gado affidò l'esperto baio ad un giovane esordiente: Jonatan Bartoletti detto Scompiglio. Non era un Palio facile con tanti cavalli di qualità presenti come gli esperti Fedora Saura, Elisir di Logudoro, Choci e i promettenti esordienti Gridu e Favella.

Il Leocorno era al terzo posto al canape, posizione ideale per le caratteristiche di Brento. Partì terzo dietro a Chiocciola e Giraffa ma a San Martino, grazie ad una perfetta traiettoria interna, riuscì a guadagnare la testa. L'esordiente Scompiglio riuscì a gestire alla perfezione Brento che prese da subito il largo e riuscì finalmente a vincere il suo primo Palio, regalando una grande gioia ai suoi proprietari che fin da subito avevano creduto nelle sue potenzialità e ovviamente anche ai contradaioli di Pantaneto.

Quel Palio fu un pò la chiusura del cerchio per Brento e infatti dopo non fu più ripresentato. Da allora si è goduto una serena vecchiaia fino alla sua morte all'età di 23 anni. Un cavallo la cui storia riassume una bella metafora di vita: provarci sempre e arrendersi mai, nonostante la sfortuna. Ciao Brento!.

 

Francesco Zanibelli

Foto: www.ilpalio.org



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