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si parte il 31 maggio.a San Giovanni Suergiu.
C’è un’idea chiara dietro la locandina che annuncia il calendario 2026 delle corse dedicate all’Anglo Arabo Sardo: fare sistema. Dieci appuntamenti distribuiti lungo l’arco di cinque mesi, un montepremi complessivo di 60.000 euro e una rete di associazioni ippiche che unisce diversi centri dell’isola sotto un’unica regia.
Si parte il 31 maggio a San Giovanni Suergiu, per poi proseguire con Fonni (20 giugno), Pozzomaggiore (4 luglio), Orani (19 luglio), Dorgali (12 agosto), Nuoro (22 agosto), Scano di Montiferro (30 agosto), Oliena (20 settembre), Sedilo (4 ottobre) e chiusura a Paulilatino. Un calendario fitto, che attraversa territori diversi ma accomunati dalla stessa tradizione e dalla stessa passione per il cavallo.
Il circuito è organizzato dalle associazioni ippiche riunite per la valorizzazione dell’Anglo Arabo Sardo, con il sostegno della Regione Sardegna e dell’agenzia ASVI. L’obiettivo è esplicito: promuovere una razza identitaria, puntando su selezione, qualità e radicamento territoriale.
Il regolamento parla chiaro: in pista solo cavalli di 4 anni e oltre, nati e allevati esclusivamente in Sardegna. Le gare si disputano sulla distanza di circa 1600 metri, sia nelle batterie che nella finale, e si corrono “a pelo”, mantenendo quindi un forte legame con la tradizione.
Ogni tappa mette in palio 6.000 euro, distribuiti tra i primi quattro classificati: 3.000 al vincitore, 1.100 al secondo, 800 al terzo e 500 al quarto. Previsti anche premi per gli allevatori, a conferma di una filiera che parte ben prima della corsa. La quota di iscrizione è fissata a 100 euro, ma il montepremi può subire riduzioni in caso di numero limitato di partenti, fino all’annullamento della gara sotto una certa soglia.
Particolare attenzione è riservata ai controlli: il cavallo vincitore sarà sottoposto a esame del DNA e a test antidoping completi, mentre un altro soggetto verrà estratto a sorte tra i piazzati per ulteriori verifiche. In caso di positività, sono previste sanzioni severe, tra cui l’esclusione dal circuito e la perdita dei premi.
Non mancano le norme di sicurezza: vietata la partecipazione ai minori, obbligo per i fantini di indossare casco e protezioni, stop all’uso degli speroni. Consentito invece il frustino, ma entro i 60 cm.
Infine, requisiti rigorosi anche per i cavalli: microchip UNIRE e passaporto completo, con indicazioni su nascita e genealogia. La commissione di gara, composta da rappresentanti delle associazioni e da un veterinario, avrà l’ultima parola su ammissioni, classifiche e eventuali controversie.
Un circuito che punta a coniugare tradizione e regole, spettacolo e trasparenza. Il 2026 sarà il banco di prova, ma le basi — almeno sulla carta — appaiono solide.